L’AINSPED dalla parte di Desirée Mariottini e delle vittime di violenza

L’AINSPED dalla parte di Desirée Mariottini e delle vittime di violenza

Nell’era in cui link, click e pregiudizi corrono più veloci di coscienza, obiettività ed etica, l’iter giudiziario posto in essere nella vicenda di Desirée arriva a turbare sia la nostra considerazione di umanità e sia la nostra concezione di professionalità.

Ci troviamo di fronte ad un crimine violento, animale e brutale, che sembra provenire da un film dell’orrore, da cui ci si aspettano prima o poi i titoli di coda per tirare un sospiro di sollievo, ma purtroppo siamo nella realtà. Una ragazza di 16 anni è stata uccisa, drogata e violentata da un gruppo di uomini che non hanno avuto pietà della sua giovane età e della sua ingenuità.

Da professionisti tesi al recupero del soggetto a rischio, non ci sentiamo di accettare affermazioni e dichiarazioni partite nei giorni scorsi da personaggi che vivono di click come Gad Lerner: “Dopo Pamela Mastropietro guardiamo attoniti la vita e la morte di Desirée Mariottini: dipendente da eroina, figlia di spacciatore italiano e madre quindicenne, vittima di pusher immigrati. Vicende tragiche che dovrebbero suggerirci qualcosa di più e di diverso dall’odio razziale” (post FB del 27/10/18); così come non ci concentreremo sul post “famoso” di un noto gruppo politico verso il quale preferiamo esimerci sia per il nostro essere apolitici, ma soprattutto per l’eccessivo disgusto durante la lettura dello stesso.

Anziché concentrarsi sullo “stigma”, ossia sull’uso di droga da parte della ragazza, e implicitamente catalogare la figlia di uno spacciatore come una che “se l’è cercata”, è – o meglio dovrebbe – essere compito di un giornalista esimersi da stereotipi o pregiudizi sociali verso le vittime di violenza. La quale è sempre ingiustificabile.

Senza entrare nel merito del processo in corso, ci sentiamo di schierarci, poiché Desirée sarebbe potuta essere la figlia, la sorella, la nipote o l’amica di ognuno di noi, ed a nome del Consiglio Nazionale nella mia persona di Presidente Nazionale dei Pedagogisti ed Educatori – di cui molti operanti nelle comunità di recupero, i quali svolgono il proprio mestiere con dedizione e competenza – manifestiamo la nostra profonda vicinanza ai genitori della ragazza e verso tutti gli adolescenti vittime di una società inadeguata, vecchia e desueta, troppo intenta a definire aggettivi ed epiteti, invece di tacere e ascoltare le sofferenze ed i gridi di aiuto delle nuove generazioni; poiché citando Galimberti: “Di tragico a questo mondo non vi è solo la morte, ma il non riuscire a comprendersi”.

Il Presidente Nazionale AINSPED

Dr. Davide Piserà

Davide Piserà

Articolo di Davide Piserà

17 Nov 2018

Pedagogista Giuridico CTP "Studio Pedagogico e Giuridico AUXILIUM", Pedagogista e Media Educator. Educatore presso Istituti di Insegnamento Superiore. Laurea Magistrale in Media Education (LM-93), Laurea Triennale in Scienze dell'Educazione (L-19).